Hacktivism, partecipare al cambiamento

gennaio 26th, 2011  |  Published in In primo piano, Pensieri democratici  |  6 Comments

La rete, com’è ormai noto, è divenuta uno straordinario strumento di relazione per costruire luoghi dove sperimentare nuovi modelli di socialità. In questi luoghi digitali – blog, social network, forum, sistemi di instant messaging – si è sviluppata e continua a crescere costantemente una forte interazione tra persone attraverso la partecipazione libera ed lo scambio di informazioni e conoscenze.

Questo meta-luogo, dove si conoscono e si vivono ruoli e identità diverse da quelle a cui siamo abituati e che ci ha dato la possibilità di imparare, conoscere, sbagliare e riprovare, è divenuto il catalizzatore della trasformazione e dell’innovazione sociale. Non solo, la rete si è trasformata in quello spazio dove si può criticare, partecipare e condividere idee, progetti, pensieri e coordinare le azioni e le decisioni da intraprendere per cambiare lo stato presente delle cose.

La partecipazione, l’accesso a queste relazioni e la volontà di fare network è il presupposto dell’hacktivism ossia l’evoluzione delle forme dell’attivismo sociale e della militanza politica che presuppongono un utilizzo efficace, basato sui principi dell’ etica hacker, degli strumenti di comunicazione, e in particolare dei computer e della rete. Questi ultimi smettono di essere soltanto strumenti di produttività e diventano mezzi attraverso i quali gli hacktivisti agiscono per produrre informazione indipendente e “dal basso” contrastando i modelli e i simboli della comunicazione dominante e, al tempo stesso, producendo i luoghi e gli strumenti di una comunicazione libera e orizzontale.

In questi ultimi anni, in Italia, abbiamo assistito sempre di più alla mancanza di una vera identità dei partiti, all’immobilismo delle organizzazioni, ma soprattutto alla perdita di interesse per la discussione sulla cosa pubblica, lasciando le decisioni in balia di un’angosciante e deprimente dirigenza politica. Quello che mi fa preoccupare è la mancanza di partecipazione, oggi ridotta esclusivamente alle proteste e alle manifestazioni in piazza, che sono senza dubbio un momento importante, ma che non possono essere l’unico modo di fare politica. Non si può pensare di trasformare un sistema politico-sociale obsoleto, partecipando 3 volte l’anno, in 100.000, in una piazza.

Per far si che le cose cambino e per riuscire a riprenderci la politica, c’è bisogno di partecipazione fatta di azioni e presenza volontaria, di responsabilità e sostegno attivo, di condivisione e diffusione di dati, che possa generare veramente valore e cultura. Questo può avvenire attraverso l’utilizzo dei mezzi che oggi abbiamo a disposizione. La rete appunto e tutto quello che questo strumento può attivare.

PensieroDemocratico, così come gli altri movimenti che stanno nascendo e crescendo, sta andando in questa direzione e vuole valorizzare le competenze e il tempo di chi ha voglia di fare politica e di realizzare progetti che producono cambiamenti reali.

Fabio Lalli. Mi occupo di information technology ed innovazione da oltre 13 anni. Sono sposato e ho un bambino. L’Italia che vorrei è basata sui valori condivisi oggi dal popolo della rete e che si trovano nei principi della cultura digitale: trasparenza, etica, responsabilità e partecipazione. Sono sicuro che Pensiero Democratico sia la giusta direzione per un vero cambiamento.
Blog@fabiolalliFacebook

  • Antonio

    Ciao Fabio, mi piacerebbe muovere una piccola critica al tuo ragionamento, che per molti aspetti mi sembra corretto e condivisibile.
    Il punto del tuo ragionamento che non mi convince è quando definisci “Hacktivism ossia l’evoluzione delle forme dell’attivismo sociale e della militanza politica ” , secondo me la rete deve essere da supporto all’attivismo sociale e la militanza politica deve fornire le informazioni in maniera indipendente come sostieni anche tu, ma credo che non sia possibile prescindere da un confronto dialettico e di opinioni.
    Appena ci riusciamo ne parliamo da vicino.
    Saluti

  • http://topsy.com/www.pensierodemocratico.it/2011/01/hacktivism-partecipare-al-cambiamento/?utm_source=pingback&utm_campaign=L2 Tweets that mention Hacktivism, partecipare al cambiamento | Pensiero Democratico — Topsy.com

    [...] This post was mentioned on Twitter by Fabio Lalli, m3rl1n0. m3rl1n0 said: Hacktivism, partecipare al cambiamento http://bit.ly/h8YmFG [...]

  • Anonimo

    Ciao Antonio.
    Sono d’accordo con te tanto che nel post dico che i computer e la rete “smettono di essere soltanto strumenti di produttività e diventano mezzi attraverso i quali gli hacktivisti agiscono per produrre informazione indipendente e dal basso”. Con questo non intendo dire che sostituiscono completamente, ma che diventano un supporto complementare e allo stesso fondamentale alla discussione e al confronto nell’attivismo sociale e politico. Ciao e grazie per l’intervento :)

  • Achille Detommaso

    io mi occupo di information technology e innovazione da 40 anni. I valori che espone Fabio Lalli sono tutti giusti, ma aggiungerei anche quello del rispetto del pensiero altrui. Aggiungerei inoltre che questi valori dovrebbero valere per tutti, e non solo per “quelli della Rete”.
    Il bello della Rete è che ha globalizzato il mondo e non è giusto pensare che “quelli della Rete” siano una “elite”; giusto è invece pensare che da essi si propaghi un nuovo pensiero innovativo, anche di valori umani. Ma senza prevaricazioni e rispettando coloro che la rete non ce l’hanno (o non ce l’hanno ancora) e che la pensano in maniera differente.

  • Anonimo

    Ciao Achille,
    prima di tutto grazie del tuo contributo e piacere. Io penso, come te, che il rispetto del pensiero altrui è fondamentale e allo stesso tempo credo sia il presupposto del saper ascoltare e confrontarsi. Personalmente non ho mai pensato alla rete come ad un Elite, ma bensì come a dei precursori di una cultura innovativa da diffondere.

  • Antonio pesce

    non credo ci sia modo migliore per poter esprimere meglio il mio ASSENSO totale a queste idee….. signori senza tanti salamelecchi sono onorato di aver trovato un luogo come questo e se mi sarà possibile voglio rendermi utile ovviamente per quello che concerne di rischi e quant’altro

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